Stress e malattie mentali in chi dorme poco
Dormire poco causa stress e e rende sensibile a contrarre malattie mentali. Insomma dormire poco, o male, complica la vita. E non solo di notte, ma anche di giorno. Lo dicono le cifre: otto insonni su dieci presentano almeno un fastidio anche durante la giornata e il 46 per cento di chi fatica a riposare ha difficoltà di memoria e concentrazione il giorno successivo. I giovani che dormono troppo poco, tendenza recente legata all'uso notturno di internet, rischiano di contrarre malattie mentali. Secondo una ricerca australiana la mancanza di sonno spiegherebbe lo sconcertante aumento di malattie mentali fra i giovani negli ultimi anni.
Lo studio di circa 20 mila persone fra 17 e 24 anni mostra che chi dorme meno di cinque ore a notte ha un rischio triplo di soffrire di disturbi psicologici nell'anno successivo, rispetto a chi dorme normalmente. Nonostante queste inequivocabili prove scientifiche, gli italiani sembrano ancora però ancora sottovalutare il problema insonnia: secondo i dati del Progetto Morfeo 2, raccolti sulle informazioni relative su 11.000 adulti reclutati dai medici di medicina generale sotto il coordinamento di sedici centri di medicina del sonno sparsi sul territorio nazionale, il 56 per cento degli insonni non si cura, quattro persone su dieci rifiutano recisamente le terapie e addirittura il 7,3 per cento delle persone sceglie la via dell’automedicazione, con esiti il più delle volte insoddisfacenti.
Il caffè aiuta il cuore
Un consumo moderato di caffe' aiuta il cuore a mantenersi giovane anche nei soggetti con l'ipertensione. Lo afferma uno studio presentato dall'Universita' di Atene al meeting della Societa' Europea di Cardiologia a Stoccolma ed effettuato su un gruppo di anziani tra i 65 e i 100 anni.
Ma la notizia non è nuova . Già nel 2006, era statao accertato che bere caffè riduce il rischio di malattie cardiovascolari nelle donne. Lo affermano alcuni studiosi che hanno pubblicato la ricerca su Am J Clin Nutr. (2006; 83: 1039-46) .
Il caffè infatti è la principale fonte dietetica di antiossidanti, ma l'associazione fra consumo di caffè e rischio di morte da malattie associate a stress infiammatorio o ossidativo non era stata finora studiata. Il consumo di caffè, di fatto, potrebbe inibire l'infiammazione e pertanto ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di altre patologie infiammatorie nelle donne in età post-menopausale.
Questi dati sono coerenti con il ruolo protettivo dell'assunzione di una-tre tazzine di caffè al giorno su mortalità sia complessiva che derivante da malattie cardiovascolari e da altre malattie infiammatorie. Se tali risultati verranno confermati, le conseguenze potrebbero essere importanti, dato che il caffè è la seconda bevanda maggiormente consumata nel mondo.
I ricercatori australiani hanno analizzato 485 residenti di una casa di riposo, scegliendo quelli che avevano una pressione piu' alta, e testando i vasi sanguigni intorno al cuore con una risonanza. I pazienti con un consumo di caffe' di una o due tazze al giorno hanno mostrato una maggiore elasticita' vascolare intorno al cuore sia rispetto a quelli che non ne bevevano sia a quelli che ne bevevano piu' di due tazze. La maggiore elasticita' e' associata a un minor rischio di problemi cardiaci successivi.
“Il beneficio non si ha se il consumo non e' moderato - ha spiegato Christina Chrysohoou, uno degli autori della ricerca - perche' l'eccesso di caffeina restringe i vasi sanguigni, annullando l'effetto positivo''.
Più in forma e più magri con la risata
Ridere un’ora al giorno brucia un quantitativo di calorie pari a mezz’ora di sollevamento pesi. Sembra quindi che un’ora di risate al giorno, per un anno intero aiuta, aiuti a perdere fino a 5 chili. Insomma l’equivalente di una taglia. A sostenerlo sono dei ricercatori britannici i quali hanno osservato che ridere aumenti la produzione di endorfine, rafforzi il sistema immunitario, riduca lo stress e il colesterolo, con benefici per il cuore.
L'importante è evitare di assumere calorie in eccesso mentre si sta ridendo. Un gruppo di volontari ha guardato spezzoni di film drammatici o commedie divertenti. Con analisi del sangue e' emerso "l'effetto ginnastica" della risata e l'effetto sull'appetito.
Sindrome da rientro: i 10 fattori predittivi
1. lavoro.
2. Capacità di base di affrontare situazioni nuove e più in generale gli eventi della vita.
Attitudine all'ansia o alla depressione nel viaggiatore e capacità di affrontare il futuro Una percentuale consistente dei milioni di turisti che stanno ritornando a casa dalle ferie sperimenterà alcuni dei sintomi ansioso-depressivi da me definita circa venti anni fa come "sindrome da rientro". La sintomatologia è collegata alla difficoltà a reintegrarsi nell'ambiente domestico e lavorativo dopo aver trascorso alcune settimane di vacanza. La sindrome da rientro è legata al fatto che qualsiasi ritorno non avviene mai nel punto da cui si è partiti e ciò comporta una difficoltà, di grado variabile, di riadattamento.
I fattori predittivi, indicatori del manifestarsi o meno della sindrome da rientro, sono:
3. la durata del viaggio. In tempi di crisi economica e di vacanze brevi la percentuale di soggetti che soffriranno di sindrome da rientro sarà probabilmente minore rispetto al passato.
4. Caratteristiche del viaggio. Viaggi avventurosi, trekking, che comportani un distacco maggiore rispetto alle abitudini di vita.
5. Distacco totale dal lavoro e grado di distacco dai mezzi di comunicazione (giornali, radio, TV, internet).
6. Forti aspettative connesse al viaggio e alla vacanza e delusione e frustrazione per non aver raggiunto gli obiettivi del viaggio.
7. Full immersion in paesi con tradizioni, religioni e culture distanti dalle proprie.
8. Forte coinvolgimento in situazioni che impegnino sul piano fisico ed emotivo (militari, missionari, volontari della protezione civile, operatori di soccorso per calamità naturali).
9. Attività professionali che comportino un forte impegno intellettuale e manageriale e relativo rischio che il viaggio provochi un effetto wash out. Il cervello può infatti cancellare oltre al superfluo idee e progetti per alleviarne il carico e ridurne lo sforzo intellettuale.
10.Precarietà del lavoro di base e rischio di vedersi soppiantare da altri sul posto di con energia ed ottimismo.