Kiwi, un frutto molto salutare più degli agrumi
Secondo una ricerca giapponese pubblicata dal Biological And Pharmaceutical Bulletin, bisogna scrivere i kiwi tra i frutti più salutari. Il kiwi infatti, in quanto ad antiossidanti batterebbe quello degli agrumi. E per questo, secondo i ricercatori, questo frutto avrebbe la capacità di prevenire le malattie dovute allo stress ossidativo delle cellule. I ricercatori della Teikyo University di Tokyo hanno chiesto ad alcuni volontari di mangiare tre kiwi al giorno, misurando poi il livello di una classe di antiossidanti chiamata polifenoli nelle loro urine, verificando anche che la varieta' 'gold' e' migliore da questo punto di vista di quella 'verde'
Il kiwi (Actinidia chinensis) è una pianta originaria della Cina (nota con il nomeyang-tao). Il nome kiwi è stato dato alla pianta in Nuova Zelanda (dal nome dell'uccello che rappresenta il simbolo di questa nazione); è proprio in Nuova Zelanda che ebbe inizio la coltivazione intensiva dei kiwi che poi si è diffusa in molte altre nazioni. Attualmente l'Italia è il maggior produttore mondiale di kiwi (300.000 tonnellate su 800.000 globali). La varietà Hayward costituisce il 95% delle coltivazioni ed è stata selezionata in Nuova Zelanda nel 1920. Il kiwi nostrano è reperibile sul mercato da novembre a giugno, mentre negli altri mesi si tratta di frutta proveniente dall'estero.
Il kiwi in cucina
I kiwi vengono soprattutto consumati freschi, ma possono anche essere utilizzati per la preparazione di conserve, macedonie, marmellate, sciroppi e succhi. Dal punto di vista nutrizionale, il kiwi è simile alla frutta nostrana, ma vanta una quantità di vitamina C superiore a quella degli agrumi. Infatti nel kiwi ci sono 85 mg di vitamina C ogni 100 g, mentre in arance, limoni e pompelmi la quantità varia fra i 50 e i 60 mg. I kiwi vengono solitamente venduti acerbi, per una migliore conservazione, per cui vanno fatti maturare dopo l'acquisto, attendendo qualche giorno prima di consumarli. Attenzione alle calorie (a seconda delle varietà vanno da 44 a 61 per 100 g): a causa della buccia molto sottile, mentre un kg lordo di arance è pari a 270 kcal, un kg lordo di kiwi è pari a 400 kcal.
Scoperti i Segreti del Piacere Femminile
Svelati i segreti dell’orgasmo femminile? Forse. Alcuni ricercatori, utilizzando uno scanner per osservare quali parti del cervello di una donna diventano attivi quando si eccita, hanno individuato due 'percorsi del piacere'. Uno di questi si attiva quando una donna e' sola e fantastica con l'aiuto dell'immaginazione, l'altro si attiva quando viene stimolata fisicamente da un amante. Sono queste le conclusioni pubblicate sulla rivista New Scientist, in due differenti studi. Uno americano, guidato da Barry Komisaruk della Rutgers University nel New Jersey, l’altro olandese guidato da Janniko Georgiadis e il suo team della University of Groningen
Il primo studio ha sottoposto un gruppo di donne volontarie a una risonanza magnetica. I ricercatori hanno in pratica studiato cosa succede quando le donne raggiungono l'orgasmo da sole. Ebbene, e' stata rilevata un'attivita' intensa in piu' di 30 parti del cervello, tra cui la corteccia prefrontale, un'area che controlla funzioni quali il processo decisionale, il controllo e che sollecita l'immaginazione.
Gli olandesi hanno eseguito esperimenti simili, ma con donne stimolate da un partner in carne e ossa, hanno scoperto che la stessa regione individuata dai colleghi americani si 'spegne' durante l'orgasmo. Questo suggerisce che l'apice del piacere femminile viene raggiunto con un partner quando la donna si affida completamente a lui arrivando a uno 'stato di coscienza alterato'. L'incapacita' di lasciarsi andare puo' impedire alle donne di raggiungere l'orgasmo. I ricercatori non credono che l'orgasmo spenga la coscienza, ma sicuramente la cambia.
Il selenio, minerale essenziale per la salute nella terza età
Il selenio è un elemento essenziale per la salute perché protegge l'integrità delle membrane cellulari. L’organismo umano dovrebbe assumere giornalmente circa 55 μg di questo prezioso elemento; è tuttavia necessario sottolineare che suo assorbimento non dipende solo dalle quantità introdotte con la dieta, ma anche dalla forma chimica in cui si trova il suo apporto. Il contenuto di selenio negli alimenti dipende infatti dalla sua presenza nel suolo: ecco perché esso varia da paese a paese e conseguentemente gli alimenti lo contengono in quantità differenti. L'Italia è una regione a basso contenuto di selenio e quindi l'apporto di questo elemento attraverso l’alimentazione è piuttosto scarso. Buone fonti alimentari sono comunque le carni, il fegato e i cereali.
Il selenio è un minerale essenziale in piccole quantità e nell’uomo è indispensabile per il funzionamento di enzimi, le cosiddette “selenoproteine”, coinvolte in importanti processi metabolici. Livelli inadeguati di selenio comportano la riduzione dell’attività di questi enzimi, che non si manifesta con una sintomatologia specifica, ma con una maggiore suscettibilità dell’organismo allo stress ossidativo ed, in ultima analisi, con una compromissione del sistema immunitario. Le persone più a rischio di carenza di selenio sono i malati cronici, ma anche quelli con problemi gastrointestinali (come il morbo di Crohn) o i pazienti con diete particolari.
L’osservazione più recente riguarda i minori livelli circolanti di selenio nei soggetti anziani affetti da malattia di Alzheimer rispetto agli anziani senza malattie neurodegenerative (Cardoso et al., 2010). Studi precedenti avevano dimostrato una progressiva riduzione dei livelli circolanti di selenio con l’età, come conseguenza della combinazione tra la ridotta biodisponibilità, l’aumentato fabbisogno, i cambiamenti del metabolismo e il limitato apporto con la dieta.
L’importanza del selenio per il cervello è suggerita anche dall’osservazione che, in caso di carenza nutrizionale, il cervello è il primo organo che subisce la perdita di selenio, e in caso di adeguata supplementazione è il primo organo a rifornirsi. In particolare l’enzima “glutatione perossidasi”, che esercita un’importante funzione difensiva contro l’attacco da radicali liberi, proteggerebbe il cervello dallo stress ossidativo, che svolge un ruolo centrale nell’insorgenza dell’Alzheimer.